|
|
|
| |
|
|
|
| |
Superficie: |
|
2,5 Milioni Kmq |
| |
Paesi confinanti: |
|
INDIA, NEPAL, BHUTAN,
BURMA, TURKISTAN ORIENTALE, CINA |
| |
Capitale: |
|
Lhasa |
| |
Popolazione: |
|
6 milioni |
| |
Lingua: |
|
Tibetano |
| |
Bandiera Nazionale: |
|
12 raggi blu e rossi con due leoni
delle nevi nella parte bassa al centro |
| |
Province: |
|
U-Tsang (Centrale) |
| |
|
|
Dhotoe (Orientale) |
| |
|
|
Dhome (Nord Orientale) |
| |
Capo di Stato: |
|
S.S. il Dalai Lama |
| |
|
|
|
|
|
|
|
Il Tibet è stato un paese del tutto indipendente
fino a quando i Cinesi lo invasero nel 1949.
La violazione cinese della integrità territoriale Tibetana è
stata denunciata come una aggressione sostanzialmente da tutti gli stati
del mondo libero, compresa l' India.
Sadar Vallabhai Patel, il Vice Primo Ministro dell' India di allora così
si espresse "La recente e amara vicenda (l' invasione cinese del
Tibet) ci dice anche che il comunismo non è uno scudo contro l'
imperialismo e che i comunisti sono buoni o cattivi imperialisti come
tutti. Le ambizioni cinesi sotto questo aspetto non riguardano solo i
fianchi Himalayani dalla nostra parte ma includono anche importanti parti
dell' Assam. Hanno anche ambizioni sul Burma".
Anche il Dr. Rama Manohar Lohia dopo aver fortemente condannato la violazione,
così si espresse, "Il Governo Cinese invadendo il Tibet ha
portato offesa non solo contro il senso morale internazionale, ma anche
contro gli interessi dell' India"
|
|
|
Il
Tibet ha una tradizione storica documentata di Stato indipendente di oltre
2000 anni, a partire dal 127 a.C.
Tra il 7° e il 10° secolo l' impero Tibetano raggiungeva il suo
apogeo e si estendeva nel territorio cinese e di altri paesi dell' Asia
Centrale.
Una volta introdotto il Buddismo esso fu assunto come religione ufficiale.
Il primo monastero in Tibet fu costruito a Samye. E' in questa fase che
l' esercito tibetano si impadronì della Capitale Cinese (Ch' ang-an,
oggi Xian) esattamente nel 763 d.C.. Un trattato di pace fu concluso con
la Cina verso l' 821-822; il testo del trattato fu iscritto su colonne che
possono ancora essere viste in tre luoghi: uno all' esterno del palazzo
imperiale di Ch' ang-an; un altro di fronte al portone principale del tempio
di Jokhang nella capitale del Tibet, Lhasa; ed il terzo sul confine cino-tibetano
sul Monte Gugu Meru.
Tra l' 824 ed il 1247 l' intero Impero Tibetano collassò, in seguito
all' assassinio del Re Wudum Tsen, popolarmente ricordato come Lhang Dharma
per la sua persecuzione contro i buddisti. Il possente impero tibetano si
frantumò in piccoli principati ed un periodo oscuro iniziò
per il Tibet. Durante questa fase i contatti tra Tibet e i paesi confinanti
(Cina compresa) divennero minimi.
|
|
|
|
Tra il 1247 ed il 1350 una successione di 20 Sakya
Lamas governarono il Tibet, e fu sotto il loro regime che i Mongoli, che
avevano invaso molti paesi d' Asia e d' Europa, invasero anche il Tibet
(1207) e la Cina (1280). Questo è il periodo in cui Tibet e Cina
si trovano sotto lo stesso sistema politico assoggettato al governo dei
mongoli. I Tibetani furono in grado di liberarsi dai mongoli nel 1358
quando Phagma Drupa si sostituì al regime Sakya. I Cinesi fecero
lo stesso dopo una decina di anni, nel 1368 quando essi riuscirono ad
espellere i Mongoli dando inizio alla loro dinastia Ming.
Oggi le pretese cinesi che "il Tibet è stato sempre una parte
della Cina "derivano da questo periodo in cui sia il Tibet che la
Cina erano sotto il dominio dei Mongoli.
E' una pretesa ridicola. Usando simili argomenti l' India potrebbe oggi
avanzare pretese su Burma appoggiandosi al fatto che entrambi i paesi
furono un tempo parte dell' Impero Britannico.
|
|
|
|
Nel 1642 il grande quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang
Gyatso, assunse il potere spirituale e temporale sul Tibet. Egli istituì
l' attuale sistema di Governo Tibetano, conosciuto come Gaden Phodrang.
Dopo l' assunzione del potere, il D.L. visitò la Cina per chiedere
il riconoscimento cinese alla sua sovranità. L' Imperatore Ming
della Cina, non solo accettò il Dalai Lama come capo di una stato
indipendente, ma lo trattò anche come Divinità in Terra.
In cambio il Dalai Lama usò la sua influenza per portare i bellicosi
Mongoli a riconoscere i diritti dell' Imperatore in Cina. Dopo di che
si avviò una relazione Prete-Sostenitore, un elemento innovativo
nelle relazioni Tibet-Cina-Mongolia, che i Cinesi hanno manipolato per
pretendere che il Tibet fosse una parte della Cina. Il glorioso regno
del grande quinto Dalai Lama fu seguito da un periodo di instabilità
e intrighi. |
|
|
|
Nel 1720 i Manciù che dominavano la Cina, si
intromisero nelle questioni Tibetane inviando truppe per scortare il giovane
settimo Dalai Lama, nato nel Tibet orientale a Lhasa.
Quando le truppe Manciù abbandonarono Lhasa, lasciarono indietro
un residente (o Amban) ufficialmente per rimanere a disposizione del Dalai
Lama, ma in effetti per proteggere i loro propri interessi. Questo fu
l' inizio della interferenza Manciù negli affari Tibetani.
I Manciù ottennero un controllo nominale sul Tibet Orientale durante
questo periodo che terminò nel 1865 quando i Tibetani ripresero
possesso dei territori perduti. Un intervento Manciù in Tibet si
verificò ancora nel 1790 quando i rappresentanti (Ambans) dell'
Imperatore Manciù si trasferirono a Lhasa e tentarono di impegnarsi
in indicibili intrighi per intromettersi negli affari Tibetani.
Ma il Tibet mai perse la sua sovranità.
L' interferenza Manciù cessò nel 1912. I Tibetani espulsero
tutte le truppe cinesi e manciù da Lhasa e da altri centri del
Tibet.
Il grande tredicesimo Dalai Lama riaffermò l' indipendenza del
Tibet mediante una specifica dichiarazione nel 1913.
I Tibetani subirono ancora pesanti interferenze da parte dei Gorkhas e
degli Inglesi. Questo è confermato dalla firma del trattato col
Nepal nel 1856, senza alcun riferimento alla Cina o ai Manciù,
oltre al trattato coi Mongoli a Urga (oggi Ulan-bator) nel 1913.
|
|
|
|
Nel periodo 1911-1949 non vi fu alcuna interferenza
da parte di altri paesi in Tibet. Anzi, l' indipendenza tibetana è
confermata dal trattato di Simla (3 luglio 1914) che fu concluso tra il
Tibet e l' India Britannica. Nel 1942, nel corso della seconda guerra
mondiale, la strada di rifornimento tra India e Cina via Burma fu interrotta
dai Giapponesi. Il Governo inglese richiese al Governo del Tibet il permesso
di aprire una via militare per i rifornimenti attraverso Zayul (Tibet
Nord orientale) che venne rifiutata dal Governo Tibetano. Delegazioni
Commerciali Tibetane visitarono l' India, gli Stati Uniti, il Regno Unito
e la Cina. Esse furono ricevute da tutti questi paesi come delegazioni
ufficiali del Tibet.
Il Nepal nel 1949 citò le sue relazioni con il Tibet per provare
il suo Status di Sovranità nell' occasione della sua richiesta
di far parte delle Nazioni Unite.
Oltre a ciò i rappresentanti del Governo Tibetano presero parte
alla Conferenza Inter-Asiatica tenuta a New Delhi il 23 Marzo 1947 e poi
alla Conferenza Afro-Asiatica tenuta e New Delhi nel 1948.
|
|
|
|
Nel Settembre 1949 la Cina Comunista, senza alcuna provocazione invase
il Tibet Orientale e occupò Chamdo il 19 Ottobre 1950.
L' 11 Novembre 1950 il Governo Tibetano protestò all' ONU contro
l' aggressione cinese. Benché il Salvador avesse sollevato la questione,
la discussione sull' argomento venne posposta su richiesta del Regno Unito
e dell' India.
Il 17 Novembre 1950 SS. il XIV° Dalai Lama assunse i pieni poteri
spirituali e temporali come Capo dello Stato, nonostante avesse appena
compiuto il sedicesimo anno.
Il 23 Maggio 1951 una delegazione tibetana, che era andata a Pechino per
discutere sull' invasione fu obbligata a firmare il cosiddetto "Accordo
dei 17 punti" sulle misure per una pacifica liberazione del Tibet
sotto minaccia di un aumento di azioni militari in Tibet.
Dopo di allora la Cina usò questo documento per attuare il suo
piano di trasformare il Tibet in una colonia cinese senza tenere alcun
conto della forte resistenza da parte del popolo Tibetano.
Il 9 Settembre 1951 migliaia di armati cinesi entrarono in Lhasa. Il 10
Marzo 1959 il movimento di resistenza ormai esteso a tutto il paese culminò
con una sollevazione nazionale contro i Cinesi che la repressero con forza
spietata. Migliaia di uomini, donne e bambini vennero massacrati nelle
strade di Lhasa e in altri luoghi. Il 17 Marzo 1959 il Dalai Lama abbandonò
Lhasa per cercare asilo politico in India. Egli fu seguito da oltre 80.000
profughi Tibetani. Mai prima nella loro lunga storia tanti Tibetani sono
stati costretti a lasciare lo loro patria in circostanze così difficili.
Oggi ci sono circa 130.000 profughi Tibetani dispersi in tutto il mondo.
|
|
|
| |
|
|
|
|
 |
Più di 1,2 milioni di Tibetani
sono stati uccisi |
|
|
 |
Oltre 6000 Monasteri sono stati distrutti |
|
|
 |
Migliaia di Tibetani sono ancora nelle
carceri per aver difeso i loro diritti fondamentali |
|
|
 |
Vi sono prove che il territorio tibetano
è usato per accumulare residui nucleari |
|
|
 |
In Tibet i Tibetani (6 milioni) sono
stati superati in numero dai Cinesi (7,5 milioni) |
|
|
 |
Il Tibet, un tempo un pacifico Stato
cuscinetto tra l' India e la Cina, è stato trasformato in una
enorme base militare. |
|
|
|
|
Alexander Solzhenitsyn ha così descritto il
dominio cinese in Tibet: " più brutale e inumano di qualunque
altro regime nel mondo". Negli anni 60 la Commissione Internazionale
dei Giuristi trovò, dopo intense investigazioni, giunse alla conclusione
che la Cina aveva commesso atti di genocidio in Tibet. L' ONU approvò
tre risoluzioni (1959, 1961 e 1965) che espressero grave preoccupazione
riguardo la violazione dei diritti umani fondamentali del popolo Tibetano
e stabilì che il popolo Tibetano era privato del suo inalienabile
diritto alla auto-determina-zione. Nonostante tutte queste condanne a
livello mondiale, la Cina continuò il suo contestato dominio in
Tibet.
Durante l' ultima metà del secolo scorso, oltre 1,2 milioni di
Tibetani morirono in Tibet in seguito ad atrocità cinesi.
Oltre 600, tra Monasteri e Istituti di istruzione, sono stati distrutti
e opere preziose sono state asportate e vendute nei mercati d' arte di
Hong Kong e dei paesi occidentali. Il 60% dei documenti letterari religiosi
e storici sono stati bruciati.
Ai Tibetani sono stati negati i diritti fondamentali di espressione, di
parola, di movimento e di religione etc..
Le donne Tibetane sono assoggettate ad aborto e sterilizzazione forzata.
Ai bambini Tibetani viene negata l' educazione di base ed il diritto ad
essere fanciulli Tibetani. Il 70% dei Tibetani sono ancora analfabeti.
Arresti arbitrari, repressioni, torture, intimidazioni, incarcerazioni
sono diventati aspetti regolari degli ultimi 50 anni.
L' XI° Panchen Lama Gedun Choekyi Nyima e tutta la sua famiglia sono
da poco scomparsi dalla scena e si ritiene siano sotto arresto domiciliare
in Cina pochi giorni dopo che egli era stato riconosciuto dal Dalai Lama
(14 Maggio 1995) come la reincarnazione del X° Panchem Lama; questo
fatto venne seguito dall' arresto di Chatral Rinpoche, l' abate del monastero
di Tashi Lhunpo - la sede dei Panchen Lama.
Lo stato ha interferito direttamente con la libertà religiosa dei
singoli ed ha imposto un Panchen Lama fasullo nel Novembre 1995.
Migliaia di Tibetani languiscono ancora in varie prigioni cinesi. La maggior
parte di loro sono sotto i 25 anni di età. Quasi tutti i Tibetani
vivono ancora nelle loro vecchie case, mentre i Cinesi abitano nelle nuove
zone residenziali con tutte le comodità moderne.
La maggior parte dei Tibetani sono costretti a vivere in alta quota, mentre
i Cinesi occupano tutte le terre fertili alle quote inferiori.
In Tibet 7,5 milioni di Cinesi sono più numerosi dei 6 milioni
di Tibetani.
Il Tibet è stato diviso in 8 parti e quella che i Cinesi chiamano
Regione Autonoma del Tibet costituisce solo circa la metà del territorio
originale del Tibet.
Le altre 5 parti sono incorporate entro le provincie cinesi confinanti.
Il fragile ambiente del Tibet è stato impoverito. La maggior parte
della foresta tibetana è stata rasa al suolo e le risorse minerali
sono state sfruttate.
La flora e la fauna selvatiche sono quasi estinte ed oggi il Tibet ha
un aspetto brullo come non ha mai avuto.
|
|
|
|
Uno degli aspetti più allarmanti della attuale
politica coloniale cinese è un incredibile trasferimento in massa
di Cinesi in Tibet.
Si teme realmente che, se l' attuale politica coloniale cinese avrà
successo, i Tibetani saranno ridotti ad essere una insignificante minoranza
nel loro proprio paese, nello stesso modo come è successo ai Manciù
(35 Cinesi per ciascun Manciù), agli abitanti di origine Turchica
(3 a 1) ed ai Mongoli (5 a 1). L' obiettivo di questa politica è
di "risolvere" con la forza le pretese territoriali cinesi per
mezzo di un massiccio e irreversibile trasferimento di popolazione.
L' attuale politica iniziò nel 1983 come una "soluzione finale"
del problema Tibetano come visto dalla Cina. L' incoraggiamento ai civili
Cinesi affichè si stabilissero in Tibet è stato ammesso
da Deng Xiaoping ed altri funzionari del governo cinese. Come conseguenza
dell' applicazione di questa politica, oggi 6 milioni di Tibetani in Tibet
sono ormai inferiori come numero rispetto ai 7,5 milioni di Cinesi.
Nella provincia di Amdo, che ora è stata trasformata nella provincia
Cinese chiamata Qinghai, su una popolazione totale di 4,45 milioni nel
1990 (secondo una statistica cinese) solamente il 20% sono Tibetani ed
il resto Cinese. La situazione è perfino peggiore nella provincia
Kham dove, tutte le città più importanti come Dartsedo,
Derge, Kanze e Markham sono, secondo i rapporti più recenti,, abitate
per il 95-100% da cinesi.
Oggi la popolazione del Kham supera, secondo questi rapporti, i 3,6 milioni
di abitanti. La situazione all' U-Tsang (nella cosiddetta Regione Autonoma
del Tibet)nel Tibet Centrale, è relativamente migliore. Comunque
anche nell' U-Tsang, i Cinesi superano i Tibetani in tutte le città
e villaggi principali.
La popolazione Cinese in U-Tsang è stimata ad oltre 2 milioni.
La situazione stà ulteriormente deteriorando dato che Pechino sta
accelerando il trasferimento avviando più Cinesi, in questa fase,
verso il Tibet Centrale.
Per tutto il 1992 nuovi civili Cinesi si sistemarono nel Tibet Centrale.
I Tibetani temono che oltre 1 milione di Cinesi, allontanati dall' enorme
"Progetto delle Tre Gole" saranno riallocati nel Tibet Centrale.
I progetti economici vengono avviati in Tibet più per allettare
i Cinesi a trasferirsi in Tibet che per favorire i Tibetani.
|
|
|
|
Prima dell' invasione cinese, il Tibet disponeva del
migliore sistema di protezione ambientale. Protezione formale della flora,
della fauna e del territorio non erano necessarie perché i Buddisti
Tibetani insegnavano alla gente la interdipendenza di tutti i viventi
e le interrelazioni tra tutte le espressioni della vita animale e vegetale,
degli esseri umani e degli elementi, anche non vivi, della natura. La
gente viveva in stretta armonia con la natura.
Oggi sotto il dominio cinese, la sistematica distruzione dell' ambiente
avviene con modalità mai viste qui. La ricca vita della natura,
le foreste, le piante, le risorse minerali e le acque hanno tutte sofferto
una degradazione irreversibile e il fragile equilibrio ecologico del Tibet
viene gravemente disturbato.
Una ricerca indica che le autorità cinesi avevano abbattuto legname
per un valore di 54 miliardi di dollari impoverendo le ricche riserve
forestali del Tibet. Solo nella provincia di Amdo circa 50 milioni di
dollari sono stati abbattuti dal 1995 e milioni di acri della superficie
forestale ammontante a circa il 70%, sono stati rasi al suolo.
Condizioni analoghe prevalgono in altre parti del Tibet, particolarmente
nella parte Orientale e Meridionale. La deforestazione massiccia e senza
controllo sta causando una irreversibile erosione del suolo e aumenta
anche i depositi di sedimenti nei fiumi, che, a sua volta, causa smottamenti
del terreno e riduce la superficie disponibile per l' agricoltura e la
pastorizia.
Dato che in Tibet vi sono le sorgenti dei più grandi fiumi d' Asia,
vi è anche una seria minaccia alle condizioni ambientali nell'
Asia Meridionale e Sud-Orientale - come si vede ogni anno nelle tragiche
inondazioni in India e in Bangladesh. La deforestazione del Tibet ha anche
aumentato il rischio di portare squilibri nel regime dei monsoni che a
loro volta, possono portare disastri all' agricoltura indiana. Il grande
flusso di popolazione cinese in Tibet, ha costretto i Tibetani a limitare
la terra dedicata alla loro pastorizia e questo a sua volta incoraggia
l' eccessivo sfruttamento della terra disponibile. Questa continua pratica
di super sfruttamento dà luogo, non solo ad una drammatica riduzione
della resa in erba da pastura, ma accelera anche la desertificazione di
tutto il Tibet.
Questo modello avrà seri effetti sulle condizioni climatiche globali.
L' estrazione mineraria sistematica e in grande scala cominciò
in Tibet nei primi anni '60 ed è sempre continuata da allora. Oggi
le autorità cinesi estraggono oltre 126 differenti tipi di minerali,
incluso petrolio e uranio.
Lo sfruttamento senza limiti delle risorse minerarie in Tibet costituisce
una seria minaccia alla sopravvivenza di ciò che rimane della foresta
pluviale nel Tibet. La lussureggiante natura del Tibet è stata
virtualmente spazzata via dai Cinesi.
C' erano un tempo orsi, lupi, oche selvatiche, anatre, pecore blu, antilopi,
leopardi delle nevi, panda etc. La massima parte di loro sono oggi praticamente
estinti.
|
|
|
|
la Cina ha tramutato quello che era uno stato cuscinetto
pacifico tra India e Cina in una importante zona militare. Le forze di
occupazione cinesi servono per mantenere il controllo di Pechino sul popolo
Tibetano e per promuovere gli obiettivi strategici della Cina nella regione.
La militarizzazione dell' altopiano Tibetano modifica profondamente l'
equibrio geo-politico della regione e genera serie tensioni internazionali.
Con l' occupazione Cinese del Tibet le truppe Cinesi e Indiane si contrappongono
lungo il confine Hymalaiano per la prima volta nella storia. La prima
guerra sanguinosa fra i due paesi fu combattuta nel 1962, tre anni dopo
l' occupazione cinese nel Tibet. L' assistenza cinese al Pakistan nella
sua ambizione di disporre di armi nucleari, l' enorme concentrazione di
personale militare e la costituzione di una capacità nucleare in
Tibet, l' infiltrazione militare in India e la continua assistenza al
regime militare di Burma in particolare per la costituzione di una base
navale nella baia del Bengala, ulteriormente destabilizzano il subcontinente
indiano.
Oggi la presenza militare Cinese in Tibet comprende dai 300000 ai 500000
militari, dei quali 200000 sono permanentemente stazionati nel Tibet Centrale
nelle prossimità del confine indiano; 17 stazioni radar segrete;
14 aeroporti militari; 5 basi missilistiche (Kongpo, Nitri, Powo tramo,
Rudok Golmu e Nagchu) con la maggioranza di loro prossime al confine indiano;
almeno 8 missili balistici intercontinentali, 70 missili di raggio d'
azione medio e 20 missili di raggio intermedio.
Oltre a ciò la Cina utilizza il Tibet anche per esercitazioni di
guerra chimica e come deposito di residui nucleari provenienti da altri
paesi.
Il recente rapporto pubblicato da International Campaign for Tibet (una
organizzazione indipendente che ha la sua base a Washington-USA) conferma
l' esistenza di una stazione nucleare in Tibet; si chiama "Ninth
Academy" vicino al lago Kokonor nella provincia di Amdo.
|
|
|
| |
|
|
|
| |
Popolazione: |
|
130000 |
| |
Governo: |
|
Democratico |
| |
Capo di Stato: |
|
S.S. il Dalai Lama |
| |
Sede del Governo: |
|
Dharamsala |
| |
|
|
Himachal Pradesh |
| |
|
|
India |
| |
Elezioni: |
|
Deputati del Popolo Tibetano
e
Ministri del Gabinetto |
| |
Uffici Internazionali: |
|
New Delhi, New York |
| |
|
|
Tokyo, Londra, Parigi |
| |
|
|
Mosca, Budapest |
| |
|
|
Kathmandu, Canberra, |
| |
|
|
Ginevra, Litteltown |
| |
|
|
Taipei, Washington |
|
|
|
|
|
In seguito alla violenta soppressione della sollevazione
del popolo Tibetano contro l' occupazione Cinese in Tibet del 10 marzo
1959, Sua Santità il Dalai Lama ed i membri del GovernoTibetano
seguiti da oltre 80000 Tibetani fuggirono dal Tibet per cercare asilo
politico in India e nei paesi vicini. In esilio, il Governo Tibetano si
riorganizzò su principi democratici moderni. Un nuovo Statuto dei
Tibetani in esilio è stato adottato per regolare il funzionamento
del Governo.
Il Governo in esilio, che tratta tutte le questioni relative ai Tibetani
e conduce una lotta per il ristabilimento dell' indipendenza tibetana,
è sotto la guida di S.S. il Dalai Lama. Egli è assistito
da un Presidente (eletto direttamente dal popolo) e dal suo Consiglio
dei Ministri che viene espresso dal Parlamento. L' assemblea dei Deputati
del popolo Tibetano funziona come il Parlamento dei Tibetani in esilio
ed i suoi membri vengono eletti democraticamente dal popolo. Per i Tibetani,
dentro e fuori dal Tibet il Governo in esilio è l' unico Governo
legittimo del Tibet.
Il Governo Tibetano in esilio è costituito da diversi Ministeri:
Religione, Interni, Educazione, Finanza, Sicurezza, Informazione ed Esteri
ed infine Salute.
Oltre a questi ministeri vi sono tre istituzioni indipendenti autonome:
Ispettorato Generale, Commissione del Servizio Pubblico e Commissione
Elettorale. Essi sono costituiti in base a una speciale norma contenuta
nello statuto.
Vi è anche una struttura Giudiziaria indipendente sotto forma della
Commissione Suprema Tibetana per la Giustizia.
I profughi Tibetani sono dispersi in tutto il mondo con la maggioranza
in India, Nepal e Bhutan. In India essi sono ospitati in 22 insediamenti
agricoli, 21 centri agro-industriali e 10 centri artigianali.
Oltre 83 Scuole Tibetane sono state create per educare i giovani tibetani
con metodi sia moderni che tradizionali. La creazione di oltre 160 Monasteri
e Centri Culturali accoglie oltre 10000 monaci e suore e favorisce la
promozione e la conservazione della ricca cultura e tradizione tibetana
che, in Tibet, sotto l' occupazione Cinese va incontro ad una imminente
minaccia di estinzione.
Oltre ai vari insediamenti ed agli istituti culturali vi sono 8 Organizzazioni
non Governative: Tibetan Youth Congress, l' Associazione delle donne Tibetane,
Cholkasum, Ngari Association, Ghu-chu-sum alla United Association etc.
In aggiunta a questo, sotto gli auspici del Tibetan Youth Congress, un
partito politico unico - Partito Nazionale Democratico del Tibet - fu
costituito nel 1994.
Durante gli ultimi oltre 50 anni in esilio, i profughi Tibetani sono riusciti
a preservare la loro cultura e la loro identità. Molte agenzie
internazionali di soccorso interessate ai profughi Tibetani considerano
il caso tibetano come uno dei programmi più riusciti in questo
periodo della storia mondiale.
|
|
|
|
In tutti questi anni S.S. il Dalai Lama ha viaggiato
in tutto il Mondo parlando della tragedia del Tibet e diffondendo una
preghiera di pace e non violenza. Il suo contributo alla pace e all' armonia
mondiale è stato riconosciuto con l' assegnazione del premio Nobel
per la pace nel 1989.
Durante gli scorsi anni la questione del Tibet ha attirato la crescente
attenzione Internazionale. Gruppi di Supporto per il Tibet sono stati
formati in più di 40 Paesi; perfino in Scuole e Università,
movimenti Students for Free Tibet sono stati istituiti per diffondere
il sostegno alla questione tibetana. Parlamenti di diversi paesi hanno
adottato mozioni in sostegno al Tibet. Conferenze Mondiali dei Parlamentari
sul Tibet (WPCT) sono state tenute 2 volte a New Delhi e in Lituani e
la preparazione della terza conferenza è attualmente in corso.
Molti paesi si sono appellati alla Cina per invitarla a rispettare i diritti
fondamentali del Popolo Tibetano.
|
|
|
|
In esilio, dopo un intervallo di circa due decenni
le autorità cinesi hanno fatto intendere attraverso i loro canali
ufficiali ad Honk Kong il loro desiderio di stabilire contatti con S.S.
il Dalai Lama. Il Governo Tibetano in esilio ed il Dalai Lama risposero
positivamente e questo diede luogo a visite di una serie di Delegazioni
al fine di accertare la situazione reale in Tibet e organizzare missioni
esplorative in Cina. In tutti questi negoziati del Governo Tibetano con
i Cinesi venne adottato un atteggiamento sincero e realistico. S.S. il
Dalai Lama si è prodigato per cercare di tener conto degli interessi
cinesi in una serie di Sue iniziative come Il Piano di Pace in cinque
punti del 1987 e la successiva proposta di Strasburgo del 1988. Anzichè
rispondere positivamente le Autorità Cinesi hanno tentato di ridurre
la questione del Tibet a quella degli interessi personali di S.S. il Dalai
Lama.
L' atteggiamento delle Autorità Cinesi fu reso chiaro nel Settembre
1992 quando fu presentata la cosiddetta Carta Bianca sulla situazione
del Tibet. Questo documento non solo ripeteva le solite pretese Cinesi
sul Tibet ma distorceva anche la storia del Tibet in modo da adattarla
agli attuali interessi politici della Cina.
Come risultato S.S. il Dalai Lama durante la Sua dichiarazione del 10
Marzo del 1994 così si espresse "ho fatto di tutto per tentare
di raggiungere una intesa con i Cinesi". Sua Santità aggiunse
"se questo sforzo fallisce allora non sarò più in grado
di continuare questa politica con la coscienza tranquilla. Sarà
mia responsabilità consultare il mio popolo sul futuro corso della
lotta per la nostra libertà".
Sulla base di queste linee guida politiche il Governo Tibetano in esilio
ha programmato un referendum su 4 punti in base al quale i Tibetani dovevano
scegliere il corso delle future azioni.
I quattro punti sono:
1) Il sentiero di mezzo, 2) L' Indipendenza, 3)L' autodeterminazione
4) Resistenza
Avendo fissato le 4 opzioni per il Referendum il Governo ha deciso il
periodo di voto per l' agosto 1996, successivamente esso è stato
prorogato di oltre un anno su richiesta del popolo.
Durante due interi anni i Deputati del popolo Tibetano e membri delle
organizzazioni non governative presero parte attiva nell' educare le masse
sulle quattro opzioni attivando giri di conferenze, cantieri di lavoro,
seminari e convegni.
Il Tibetan Youth Congress, la più grande organizzazione non governativa
in esilio, dopo una serie di incontri e discussioni con membri ex-Centrex
e intellettuali giunsero a promuovere una campagna per il ritiro del referendum
dato che essi si erano convinti che i tempi non erano maturi per portare
i Tibetani al referendum.
Prima del periodo previsto per il voto il Governo condusse una inchiesta
sulle opinioni presso il popolo tibetano: oltre il 66% della popolazione
rifiutò il referendum. Il Parlamento in esilio in questa situazione
passò una mozione che sostenne la decisione del popolo.
|
| |
| |
| |
 |
 |