Partita Iva 90040170020 - Scarica il Pdf del sito  
       
 
Superficie:
  2,5 Milioni Kmq
 
Paesi confinanti:
  INDIA, NEPAL, BHUTAN,
BURMA, TURKISTAN ORIENTALE, CINA
 
Capitale:
  Lhasa
 
Popolazione:
  6 milioni
 
Lingua:
  Tibetano
 
Bandiera Nazionale:
  12 raggi blu e rossi con due leoni delle nevi nella parte bassa al centro
 
Province:
  U-Tsang (Centrale)
 
  Dhotoe (Orientale)
    Dhome (Nord Orientale)
 
Capo di Stato:
  S.S. il Dalai Lama
       

Il Tibet è stato un paese del tutto indipendente fino a quando i Cinesi lo invasero nel 1949.
La violazione cinese della integrità territoriale Tibetana è stata denunciata come una aggressione sostanzialmente da tutti gli stati del mondo libero, compresa l' India.
Sadar Vallabhai Patel, il Vice Primo Ministro dell' India di allora così si espresse "La recente e amara vicenda (l' invasione cinese del Tibet) ci dice anche che il comunismo non è uno scudo contro l' imperialismo e che i comunisti sono buoni o cattivi imperialisti come tutti. Le ambizioni cinesi sotto questo aspetto non riguardano solo i fianchi Himalayani dalla nostra parte ma includono anche importanti parti dell' Assam. Hanno anche ambizioni sul Burma".
Anche il Dr. Rama Manohar Lohia dopo aver fortemente condannato la violazione, così si espresse, "Il Governo Cinese invadendo il Tibet ha portato offesa non solo contro il senso morale internazionale, ma anche contro gli interessi dell' India"

Il Tibet ha una tradizione storica documentata di Stato indipendente di oltre 2000 anni, a partire dal 127 a.C.
Tra il 7° e il 10° secolo l' impero Tibetano raggiungeva il suo apogeo e si estendeva nel territorio cinese e di altri paesi dell' Asia Centrale.
Una volta introdotto il Buddismo esso fu assunto come religione ufficiale.
Il primo monastero in Tibet fu costruito a Samye. E' in questa fase che l' esercito tibetano si impadronì della Capitale Cinese (Ch' ang-an, oggi Xian) esattamente nel 763 d.C.. Un trattato di pace fu concluso con la Cina verso l' 821-822; il testo del trattato fu iscritto su colonne che possono ancora essere viste in tre luoghi: uno all' esterno del palazzo imperiale di Ch' ang-an; un altro di fronte al portone principale del tempio di Jokhang nella capitale del Tibet, Lhasa; ed il terzo sul confine cino-tibetano sul Monte Gugu Meru.
Tra l' 824 ed il 1247 l' intero Impero Tibetano collassò, in seguito all' assassinio del Re Wudum Tsen, popolarmente ricordato come Lhang Dharma per la sua persecuzione contro i buddisti. Il possente impero tibetano si frantumò in piccoli principati ed un periodo oscuro iniziò per il Tibet. Durante questa fase i contatti tra Tibet e i paesi confinanti (Cina compresa) divennero minimi.

Tra il 1247 ed il 1350 una successione di 20 Sakya Lamas governarono il Tibet, e fu sotto il loro regime che i Mongoli, che avevano invaso molti paesi d' Asia e d' Europa, invasero anche il Tibet (1207) e la Cina (1280). Questo è il periodo in cui Tibet e Cina si trovano sotto lo stesso sistema politico assoggettato al governo dei mongoli. I Tibetani furono in grado di liberarsi dai mongoli nel 1358 quando Phagma Drupa si sostituì al regime Sakya. I Cinesi fecero lo stesso dopo una decina di anni, nel 1368 quando essi riuscirono ad espellere i Mongoli dando inizio alla loro dinastia Ming.
Oggi le pretese cinesi che "il Tibet è stato sempre una parte della Cina "derivano da questo periodo in cui sia il Tibet che la Cina erano sotto il dominio dei Mongoli.
E' una pretesa ridicola. Usando simili argomenti l' India potrebbe oggi avanzare pretese su Burma appoggiandosi al fatto che entrambi i paesi furono un tempo parte dell' Impero Britannico.

Nel 1642 il grande quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso, assunse il potere spirituale e temporale sul Tibet. Egli istituì l' attuale sistema di Governo Tibetano, conosciuto come Gaden Phodrang. Dopo l' assunzione del potere, il D.L. visitò la Cina per chiedere il riconoscimento cinese alla sua sovranità. L' Imperatore Ming della Cina, non solo accettò il Dalai Lama come capo di una stato indipendente, ma lo trattò anche come Divinità in Terra. In cambio il Dalai Lama usò la sua influenza per portare i bellicosi Mongoli a riconoscere i diritti dell' Imperatore in Cina. Dopo di che si avviò una relazione Prete-Sostenitore, un elemento innovativo nelle relazioni Tibet-Cina-Mongolia, che i Cinesi hanno manipolato per pretendere che il Tibet fosse una parte della Cina. Il glorioso regno del grande quinto Dalai Lama fu seguito da un periodo di instabilità e intrighi.

Nel 1720 i Manciù che dominavano la Cina, si intromisero nelle questioni Tibetane inviando truppe per scortare il giovane settimo Dalai Lama, nato nel Tibet orientale a Lhasa.
Quando le truppe Manciù abbandonarono Lhasa, lasciarono indietro un residente (o Amban) ufficialmente per rimanere a disposizione del Dalai Lama, ma in effetti per proteggere i loro propri interessi. Questo fu l' inizio della interferenza Manciù negli affari Tibetani.
I Manciù ottennero un controllo nominale sul Tibet Orientale durante questo periodo che terminò nel 1865 quando i Tibetani ripresero possesso dei territori perduti. Un intervento Manciù in Tibet si verificò ancora nel 1790 quando i rappresentanti (Ambans) dell' Imperatore Manciù si trasferirono a Lhasa e tentarono di impegnarsi in indicibili intrighi per intromettersi negli affari Tibetani.
Ma il Tibet mai perse la sua sovranità.
L' interferenza Manciù cessò nel 1912. I Tibetani espulsero tutte le truppe cinesi e manciù da Lhasa e da altri centri del Tibet.
Il grande tredicesimo Dalai Lama riaffermò l' indipendenza del Tibet mediante una specifica dichiarazione nel 1913.
I Tibetani subirono ancora pesanti interferenze da parte dei Gorkhas e degli Inglesi. Questo è confermato dalla firma del trattato col Nepal nel 1856, senza alcun riferimento alla Cina o ai Manciù, oltre al trattato coi Mongoli a Urga (oggi Ulan-bator) nel 1913.

Nel periodo 1911-1949 non vi fu alcuna interferenza da parte di altri paesi in Tibet. Anzi, l' indipendenza tibetana è confermata dal trattato di Simla (3 luglio 1914) che fu concluso tra il Tibet e l' India Britannica. Nel 1942, nel corso della seconda guerra mondiale, la strada di rifornimento tra India e Cina via Burma fu interrotta dai Giapponesi. Il Governo inglese richiese al Governo del Tibet il permesso di aprire una via militare per i rifornimenti attraverso Zayul (Tibet Nord orientale) che venne rifiutata dal Governo Tibetano. Delegazioni Commerciali Tibetane visitarono l' India, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina. Esse furono ricevute da tutti questi paesi come delegazioni ufficiali del Tibet.
Il Nepal nel 1949 citò le sue relazioni con il Tibet per provare il suo Status di Sovranità nell' occasione della sua richiesta di far parte delle Nazioni Unite.
Oltre a ciò i rappresentanti del Governo Tibetano presero parte alla Conferenza Inter-Asiatica tenuta a New Delhi il 23 Marzo 1947 e poi alla Conferenza Afro-Asiatica tenuta e New Delhi nel 1948.

Nel Settembre 1949 la Cina Comunista, senza alcuna provocazione invase il Tibet Orientale e occupò Chamdo il 19 Ottobre 1950.
L' 11 Novembre 1950 il Governo Tibetano protestò all' ONU contro l' aggressione cinese. Benché il Salvador avesse sollevato la questione, la discussione sull' argomento venne posposta su richiesta del Regno Unito e dell' India.
Il 17 Novembre 1950 SS. il XIV° Dalai Lama assunse i pieni poteri spirituali e temporali come Capo dello Stato, nonostante avesse appena compiuto il sedicesimo anno.
Il 23 Maggio 1951 una delegazione tibetana, che era andata a Pechino per discutere sull' invasione fu obbligata a firmare il cosiddetto "Accordo dei 17 punti" sulle misure per una pacifica liberazione del Tibet sotto minaccia di un aumento di azioni militari in Tibet.
Dopo di allora la Cina usò questo documento per attuare il suo piano di trasformare il Tibet in una colonia cinese senza tenere alcun conto della forte resistenza da parte del popolo Tibetano.
Il 9 Settembre 1951 migliaia di armati cinesi entrarono in Lhasa. Il 10 Marzo 1959 il movimento di resistenza ormai esteso a tutto il paese culminò con una sollevazione nazionale contro i Cinesi che la repressero con forza spietata. Migliaia di uomini, donne e bambini vennero massacrati nelle strade di Lhasa e in altri luoghi. Il 17 Marzo 1959 il Dalai Lama abbandonò Lhasa per cercare asilo politico in India. Egli fu seguito da oltre 80.000 profughi Tibetani. Mai prima nella loro lunga storia tanti Tibetani sono stati costretti a lasciare lo loro patria in circostanze così difficili.
Oggi ci sono circa 130.000 profughi Tibetani dispersi in tutto il mondo.

     
Più di 1,2 milioni di Tibetani sono stati uccisi
Oltre 6000 Monasteri sono stati distrutti
Migliaia di Tibetani sono ancora nelle carceri per aver difeso i loro diritti fondamentali
Vi sono prove che il territorio tibetano è usato per accumulare residui nucleari
In Tibet i Tibetani (6 milioni) sono stati superati in numero dai Cinesi (7,5 milioni)
Il Tibet, un tempo un pacifico Stato cuscinetto tra l' India e la Cina, è stato trasformato in una enorme base militare.

Alexander Solzhenitsyn ha così descritto il dominio cinese in Tibet: " più brutale e inumano di qualunque altro regime nel mondo". Negli anni 60 la Commissione Internazionale dei Giuristi trovò, dopo intense investigazioni, giunse alla conclusione che la Cina aveva commesso atti di genocidio in Tibet. L' ONU approvò tre risoluzioni (1959, 1961 e 1965) che espressero grave preoccupazione riguardo la violazione dei diritti umani fondamentali del popolo Tibetano e stabilì che il popolo Tibetano era privato del suo inalienabile diritto alla auto-determina-zione. Nonostante tutte queste condanne a livello mondiale, la Cina continuò il suo contestato dominio in Tibet.
Durante l' ultima metà del secolo scorso, oltre 1,2 milioni di Tibetani morirono in Tibet in seguito ad atrocità cinesi.
Oltre 600, tra Monasteri e Istituti di istruzione, sono stati distrutti e opere preziose sono state asportate e vendute nei mercati d' arte di Hong Kong e dei paesi occidentali. Il 60% dei documenti letterari religiosi e storici sono stati bruciati.
Ai Tibetani sono stati negati i diritti fondamentali di espressione, di parola, di movimento e di religione etc..
Le donne Tibetane sono assoggettate ad aborto e sterilizzazione forzata. Ai bambini Tibetani viene negata l' educazione di base ed il diritto ad essere fanciulli Tibetani. Il 70% dei Tibetani sono ancora analfabeti. Arresti arbitrari, repressioni, torture, intimidazioni, incarcerazioni sono diventati aspetti regolari degli ultimi 50 anni.
L' XI° Panchen Lama Gedun Choekyi Nyima e tutta la sua famiglia sono da poco scomparsi dalla scena e si ritiene siano sotto arresto domiciliare in Cina pochi giorni dopo che egli era stato riconosciuto dal Dalai Lama (14 Maggio 1995) come la reincarnazione del X° Panchem Lama; questo fatto venne seguito dall' arresto di Chatral Rinpoche, l' abate del monastero di Tashi Lhunpo - la sede dei Panchen Lama.
Lo stato ha interferito direttamente con la libertà religiosa dei singoli ed ha imposto un Panchen Lama fasullo nel Novembre 1995.
Migliaia di Tibetani languiscono ancora in varie prigioni cinesi. La maggior parte di loro sono sotto i 25 anni di età. Quasi tutti i Tibetani vivono ancora nelle loro vecchie case, mentre i Cinesi abitano nelle nuove zone residenziali con tutte le comodità moderne.
La maggior parte dei Tibetani sono costretti a vivere in alta quota, mentre i Cinesi occupano tutte le terre fertili alle quote inferiori.
In Tibet 7,5 milioni di Cinesi sono più numerosi dei 6 milioni di Tibetani.
Il Tibet è stato diviso in 8 parti e quella che i Cinesi chiamano Regione Autonoma del Tibet costituisce solo circa la metà del territorio originale del Tibet.
Le altre 5 parti sono incorporate entro le provincie cinesi confinanti. Il fragile ambiente del Tibet è stato impoverito. La maggior parte della foresta tibetana è stata rasa al suolo e le risorse minerali sono state sfruttate.
La flora e la fauna selvatiche sono quasi estinte ed oggi il Tibet ha un aspetto brullo come non ha mai avuto.

Uno degli aspetti più allarmanti della attuale politica coloniale cinese è un incredibile trasferimento in massa di Cinesi in Tibet.
Si teme realmente che, se l' attuale politica coloniale cinese avrà successo, i Tibetani saranno ridotti ad essere una insignificante minoranza nel loro proprio paese, nello stesso modo come è successo ai Manciù (35 Cinesi per ciascun Manciù), agli abitanti di origine Turchica (3 a 1) ed ai Mongoli (5 a 1). L' obiettivo di questa politica è di "risolvere" con la forza le pretese territoriali cinesi per mezzo di un massiccio e irreversibile trasferimento di popolazione.
L' attuale politica iniziò nel 1983 come una "soluzione finale" del problema Tibetano come visto dalla Cina. L' incoraggiamento ai civili Cinesi affichè si stabilissero in Tibet è stato ammesso da Deng Xiaoping ed altri funzionari del governo cinese. Come conseguenza dell' applicazione di questa politica, oggi 6 milioni di Tibetani in Tibet sono ormai inferiori come numero rispetto ai 7,5 milioni di Cinesi.
Nella provincia di Amdo, che ora è stata trasformata nella provincia Cinese chiamata Qinghai, su una popolazione totale di 4,45 milioni nel 1990 (secondo una statistica cinese) solamente il 20% sono Tibetani ed il resto Cinese. La situazione è perfino peggiore nella provincia Kham dove, tutte le città più importanti come Dartsedo, Derge, Kanze e Markham sono, secondo i rapporti più recenti,, abitate per il 95-100% da cinesi.
Oggi la popolazione del Kham supera, secondo questi rapporti, i 3,6 milioni di abitanti. La situazione all' U-Tsang (nella cosiddetta Regione Autonoma del Tibet)nel Tibet Centrale, è relativamente migliore. Comunque anche nell' U-Tsang, i Cinesi superano i Tibetani in tutte le città e villaggi principali.
La popolazione Cinese in U-Tsang è stimata ad oltre 2 milioni. La situazione stà ulteriormente deteriorando dato che Pechino sta accelerando il trasferimento avviando più Cinesi, in questa fase, verso il Tibet Centrale.
Per tutto il 1992 nuovi civili Cinesi si sistemarono nel Tibet Centrale. I Tibetani temono che oltre 1 milione di Cinesi, allontanati dall' enorme "Progetto delle Tre Gole" saranno riallocati nel Tibet Centrale.
I progetti economici vengono avviati in Tibet più per allettare i Cinesi a trasferirsi in Tibet che per favorire i Tibetani.

Prima dell' invasione cinese, il Tibet disponeva del migliore sistema di protezione ambientale. Protezione formale della flora, della fauna e del territorio non erano necessarie perché i Buddisti Tibetani insegnavano alla gente la interdipendenza di tutti i viventi e le interrelazioni tra tutte le espressioni della vita animale e vegetale, degli esseri umani e degli elementi, anche non vivi, della natura. La gente viveva in stretta armonia con la natura.
Oggi sotto il dominio cinese, la sistematica distruzione dell' ambiente avviene con modalità mai viste qui. La ricca vita della natura, le foreste, le piante, le risorse minerali e le acque hanno tutte sofferto una degradazione irreversibile e il fragile equilibrio ecologico del Tibet viene gravemente disturbato.
Una ricerca indica che le autorità cinesi avevano abbattuto legname per un valore di 54 miliardi di dollari impoverendo le ricche riserve forestali del Tibet. Solo nella provincia di Amdo circa 50 milioni di dollari sono stati abbattuti dal 1995 e milioni di acri della superficie forestale ammontante a circa il 70%, sono stati rasi al suolo.
Condizioni analoghe prevalgono in altre parti del Tibet, particolarmente nella parte Orientale e Meridionale. La deforestazione massiccia e senza controllo sta causando una irreversibile erosione del suolo e aumenta anche i depositi di sedimenti nei fiumi, che, a sua volta, causa smottamenti del terreno e riduce la superficie disponibile per l' agricoltura e la pastorizia.
Dato che in Tibet vi sono le sorgenti dei più grandi fiumi d' Asia, vi è anche una seria minaccia alle condizioni ambientali nell' Asia Meridionale e Sud-Orientale - come si vede ogni anno nelle tragiche inondazioni in India e in Bangladesh. La deforestazione del Tibet ha anche aumentato il rischio di portare squilibri nel regime dei monsoni che a loro volta, possono portare disastri all' agricoltura indiana. Il grande flusso di popolazione cinese in Tibet, ha costretto i Tibetani a limitare la terra dedicata alla loro pastorizia e questo a sua volta incoraggia l' eccessivo sfruttamento della terra disponibile. Questa continua pratica di super sfruttamento dà luogo, non solo ad una drammatica riduzione della resa in erba da pastura, ma accelera anche la desertificazione di tutto il Tibet.
Questo modello avrà seri effetti sulle condizioni climatiche globali.
L' estrazione mineraria sistematica e in grande scala cominciò in Tibet nei primi anni '60 ed è sempre continuata da allora. Oggi le autorità cinesi estraggono oltre 126 differenti tipi di minerali, incluso petrolio e uranio.
Lo sfruttamento senza limiti delle risorse minerarie in Tibet costituisce una seria minaccia alla sopravvivenza di ciò che rimane della foresta pluviale nel Tibet. La lussureggiante natura del Tibet è stata virtualmente spazzata via dai Cinesi.
C' erano un tempo orsi, lupi, oche selvatiche, anatre, pecore blu, antilopi, leopardi delle nevi, panda etc. La massima parte di loro sono oggi praticamente estinti.

la Cina ha tramutato quello che era uno stato cuscinetto pacifico tra India e Cina in una importante zona militare. Le forze di occupazione cinesi servono per mantenere il controllo di Pechino sul popolo Tibetano e per promuovere gli obiettivi strategici della Cina nella regione. La militarizzazione dell' altopiano Tibetano modifica profondamente l' equibrio geo-politico della regione e genera serie tensioni internazionali.
Con l' occupazione Cinese del Tibet le truppe Cinesi e Indiane si contrappongono lungo il confine Hymalaiano per la prima volta nella storia. La prima guerra sanguinosa fra i due paesi fu combattuta nel 1962, tre anni dopo l' occupazione cinese nel Tibet. L' assistenza cinese al Pakistan nella sua ambizione di disporre di armi nucleari, l' enorme concentrazione di personale militare e la costituzione di una capacità nucleare in Tibet, l' infiltrazione militare in India e la continua assistenza al regime militare di Burma in particolare per la costituzione di una base navale nella baia del Bengala, ulteriormente destabilizzano il subcontinente indiano.
Oggi la presenza militare Cinese in Tibet comprende dai 300000 ai 500000 militari, dei quali 200000 sono permanentemente stazionati nel Tibet Centrale nelle prossimità del confine indiano; 17 stazioni radar segrete; 14 aeroporti militari; 5 basi missilistiche (Kongpo, Nitri, Powo tramo, Rudok Golmu e Nagchu) con la maggioranza di loro prossime al confine indiano; almeno 8 missili balistici intercontinentali, 70 missili di raggio d' azione medio e 20 missili di raggio intermedio.
Oltre a ciò la Cina utilizza il Tibet anche per esercitazioni di guerra chimica e come deposito di residui nucleari provenienti da altri paesi.
Il recente rapporto pubblicato da International Campaign for Tibet (una organizzazione indipendente che ha la sua base a Washington-USA) conferma l' esistenza di una stazione nucleare in Tibet; si chiama "Ninth Academy" vicino al lago Kokonor nella provincia di Amdo.

       
 
Popolazione:
  130000
 
Governo:
  Democratico
 
Capo di Stato:
  S.S. il Dalai Lama
 
Sede del Governo:
  Dharamsala
      Himachal Pradesh
 
  India
 
Elezioni:
  Deputati del Popolo Tibetano e
Ministri del Gabinetto
 
Uffici Internazionali:
  New Delhi, New York
 
  Tokyo, Londra, Parigi
    Mosca, Budapest
 
  Kathmandu, Canberra,
      Ginevra, Litteltown
      Taipei, Washington

In seguito alla violenta soppressione della sollevazione del popolo Tibetano contro l' occupazione Cinese in Tibet del 10 marzo 1959, Sua Santità il Dalai Lama ed i membri del GovernoTibetano seguiti da oltre 80000 Tibetani fuggirono dal Tibet per cercare asilo politico in India e nei paesi vicini. In esilio, il Governo Tibetano si riorganizzò su principi democratici moderni. Un nuovo Statuto dei Tibetani in esilio è stato adottato per regolare il funzionamento del Governo.
Il Governo in esilio, che tratta tutte le questioni relative ai Tibetani e conduce una lotta per il ristabilimento dell' indipendenza tibetana, è sotto la guida di S.S. il Dalai Lama. Egli è assistito da un Presidente (eletto direttamente dal popolo) e dal suo Consiglio dei Ministri che viene espresso dal Parlamento. L' assemblea dei Deputati del popolo Tibetano funziona come il Parlamento dei Tibetani in esilio ed i suoi membri vengono eletti democraticamente dal popolo. Per i Tibetani, dentro e fuori dal Tibet il Governo in esilio è l' unico Governo legittimo del Tibet.
Il Governo Tibetano in esilio è costituito da diversi Ministeri:
Religione, Interni, Educazione, Finanza, Sicurezza, Informazione ed Esteri ed infine Salute.
Oltre a questi ministeri vi sono tre istituzioni indipendenti autonome:
Ispettorato Generale, Commissione del Servizio Pubblico e Commissione Elettorale. Essi sono costituiti in base a una speciale norma contenuta nello statuto.
Vi è anche una struttura Giudiziaria indipendente sotto forma della Commissione Suprema Tibetana per la Giustizia.
I profughi Tibetani sono dispersi in tutto il mondo con la maggioranza in India, Nepal e Bhutan. In India essi sono ospitati in 22 insediamenti agricoli, 21 centri agro-industriali e 10 centri artigianali.
Oltre 83 Scuole Tibetane sono state create per educare i giovani tibetani con metodi sia moderni che tradizionali. La creazione di oltre 160 Monasteri e Centri Culturali accoglie oltre 10000 monaci e suore e favorisce la promozione e la conservazione della ricca cultura e tradizione tibetana che, in Tibet, sotto l' occupazione Cinese va incontro ad una imminente minaccia di estinzione.
Oltre ai vari insediamenti ed agli istituti culturali vi sono 8 Organizzazioni non Governative: Tibetan Youth Congress, l' Associazione delle donne Tibetane, Cholkasum, Ngari Association, Ghu-chu-sum alla United Association etc. In aggiunta a questo, sotto gli auspici del Tibetan Youth Congress, un partito politico unico - Partito Nazionale Democratico del Tibet - fu costituito nel 1994.
Durante gli ultimi oltre 50 anni in esilio, i profughi Tibetani sono riusciti a preservare la loro cultura e la loro identità. Molte agenzie internazionali di soccorso interessate ai profughi Tibetani considerano il caso tibetano come uno dei programmi più riusciti in questo periodo della storia mondiale.

In tutti questi anni S.S. il Dalai Lama ha viaggiato in tutto il Mondo parlando della tragedia del Tibet e diffondendo una preghiera di pace e non violenza. Il suo contributo alla pace e all' armonia mondiale è stato riconosciuto con l' assegnazione del premio Nobel per la pace nel 1989.
Durante gli scorsi anni la questione del Tibet ha attirato la crescente attenzione Internazionale. Gruppi di Supporto per il Tibet sono stati formati in più di 40 Paesi; perfino in Scuole e Università, movimenti Students for Free Tibet sono stati istituiti per diffondere il sostegno alla questione tibetana. Parlamenti di diversi paesi hanno adottato mozioni in sostegno al Tibet. Conferenze Mondiali dei Parlamentari sul Tibet (WPCT) sono state tenute 2 volte a New Delhi e in Lituani e la preparazione della terza conferenza è attualmente in corso.
Molti paesi si sono appellati alla Cina per invitarla a rispettare i diritti fondamentali del Popolo Tibetano.

In esilio, dopo un intervallo di circa due decenni le autorità cinesi hanno fatto intendere attraverso i loro canali ufficiali ad Honk Kong il loro desiderio di stabilire contatti con S.S. il Dalai Lama. Il Governo Tibetano in esilio ed il Dalai Lama risposero positivamente e questo diede luogo a visite di una serie di Delegazioni al fine di accertare la situazione reale in Tibet e organizzare missioni esplorative in Cina. In tutti questi negoziati del Governo Tibetano con i Cinesi venne adottato un atteggiamento sincero e realistico. S.S. il Dalai Lama si è prodigato per cercare di tener conto degli interessi cinesi in una serie di Sue iniziative come Il Piano di Pace in cinque punti del 1987 e la successiva proposta di Strasburgo del 1988. Anzichè rispondere positivamente le Autorità Cinesi hanno tentato di ridurre la questione del Tibet a quella degli interessi personali di S.S. il Dalai Lama.
L' atteggiamento delle Autorità Cinesi fu reso chiaro nel Settembre 1992 quando fu presentata la cosiddetta Carta Bianca sulla situazione del Tibet. Questo documento non solo ripeteva le solite pretese Cinesi sul Tibet ma distorceva anche la storia del Tibet in modo da adattarla agli attuali interessi politici della Cina.
Come risultato S.S. il Dalai Lama durante la Sua dichiarazione del 10 Marzo del 1994 così si espresse "ho fatto di tutto per tentare di raggiungere una intesa con i Cinesi". Sua Santità aggiunse "se questo sforzo fallisce allora non sarò più in grado di continuare questa politica con la coscienza tranquilla. Sarà mia responsabilità consultare il mio popolo sul futuro corso della lotta per la nostra libertà".
Sulla base di queste linee guida politiche il Governo Tibetano in esilio ha programmato un referendum su 4 punti in base al quale i Tibetani dovevano scegliere il corso delle future azioni.
I quattro punti sono:
1) Il sentiero di mezzo, 2) L' Indipendenza, 3)L' autodeterminazione
4) Resistenza
Avendo fissato le 4 opzioni per il Referendum il Governo ha deciso il periodo di voto per l' agosto 1996, successivamente esso è stato prorogato di oltre un anno su richiesta del popolo.
Durante due interi anni i Deputati del popolo Tibetano e membri delle organizzazioni non governative presero parte attiva nell' educare le masse sulle quattro opzioni attivando giri di conferenze, cantieri di lavoro, seminari e convegni.
Il Tibetan Youth Congress, la più grande organizzazione non governativa in esilio, dopo una serie di incontri e discussioni con membri ex-Centrex e intellettuali giunsero a promuovere una campagna per il ritiro del referendum dato che essi si erano convinti che i tempi non erano maturi per portare i Tibetani al referendum.
Prima del periodo previsto per il voto il Governo condusse una inchiesta sulle opinioni presso il popolo tibetano: oltre il 66% della popolazione rifiutò il referendum. Il Parlamento in esilio in questa situazione passò una mozione che sostenne la decisione del popolo.

 
 
 
povered by CreatiWeb S.r.l.